Sabato 7 e domenica 8 settembre rivive a Casoli, l’antica arte degli “sgraffiti”, o graffiti: tre artisti, Ermanno Poletti, Samuele Vanni e Tano Pisano, realizzerano le loro opere sui muri delle case del piccolo borgo. La definizione di “sgraffiti” è quanto mai autorevole: a chiamare così questa particolare tecnica di graffito, molto diffusa fra il 1.400 e il 1.500, fu infatti il Vasari. Nel 1970 il pittore Rosario Murabito realizzò a Casoli, piccolo borgo del Camaiorese dove aveva presso casa negli anni ’50, il primo “sgraffito” sul muro di una casa, nella piazza principale. 

Ogni anno, all’inizio di settembre, alcuni artisti vengono invitati a realizzare in paese, dal vivo, davanti al pubblico, un loro sgraffito: ne è nato un vero e proprio museo a cielo aperto, con lavori splendidi e diversissimi, cui ogni anno se ne aggiungono di nuovi. Ormai le opere sono più di 50, e rappresentano un’attrattiva in più per Casoli, che gode di un panorama ampio e bellissimo, dalle pendici meridionali delle Apuane fino al mare.

Sgraffiti 2019
Quest’anno, il 7 e 8 settembre prossimi, gli artisti invitati sono Ermanno Poletti, Samuele Vanni e Tano Pisano. Poletti e Vanni realizzeranno ritratti di abitanti del borgo di Casoli, mentre Tano Pisano realizzerà affreschi nella chiesina. Domenica 8 saranno inoltre all’opera due Madonnari, Kumiko Suzuki e Lautaro Messe. E sempre domenica ci sarà una estemporanea di pittura, con artisti professionisti e non, che realizzeranno il loro quadri in contemporanea. A tutti i pittori verrà offerta la cena.

Lo stage
Il week end di Sgraffiti a Casoli sarà preceduto, mercoledì 4 e giovedì 5 settembre, da uno stage, tenuto da Franco Pagliarulo che insegnerà i segreti di questa antica arte. Per iscriversi allo stage del 7 e 8 settembre (costo 30 euro) si può telefonare al numero 333 5969000. Pagliarulo è autore di diversi graffiti a Casoli ed è il direttore artistico della manifestazione.

La tecnica
Gli “sgraffiti” vengono realizzati sulle pareti esterne delle case, dei palazzi, delle chiese, stendendo uno strato di intonaco scuro, e coprendolo con la calce. Prima che tutto si solidifichi, si trasferisce un disegno, già realizzato su cartone, sul muro. E infine si “sgraffia” la calce facendo emergere lo strato più scuro sottostante. Emergono così le figure, semplici e bicromatiche, che decoreranno la parete per anni e anni.

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