A partire dal mese di luglio hanno riaperto l’attività il centro CIAF “Cecco Rivolta” e il centro CAG “Kamaleonti” permettendo così a un gran numero di ragazzi, di età compresa tra i quattro e i diciotto anni, di incontrarsi in sicurezza, partecipando alle attività estive organizzate dagli operatori. Dalla chiusura di marzo 2020 era grande l’incertezza che aleggiava sul futuro operativo di queste fondamentali strutture per la socialità dei giovani.

L’operazione di riapertura è stata complessa e ha visto la Cooperativa Sociale C.RE.A, gestore dei servizi in convenzione per il Comune di Camaiore, misurarsi con l’emergenza Covid e raggiungere l’obiettivo della riapertura attraverso una stretta collaborazione con le agenzie educative del territorio e sapendo interpretare le regole indicate dalle linee guida nazionali di prevenzione come un’opportunità e non solo come un limite. Un lavoro sociale declinato con l’elemento chiave della flessibilità, ripensando le singole attività, ma anche più generalmente il senso di fare “sociale” in un momento storico così denso di criticità: “Condividere le problematicità con i bambini, i ragazzi, le famiglie è sembrato inizialmente un compito arduo ma l’impatto con la realtà ci ha consentito di fugare le paure e pensare in positivo - il commento del coordinatore Luca Manfredini - Parole note come distanziamento sociale, sanificazione, gestione degli spazi, ci hanno reso consapevoli che si può fare sociale in ogni situazione e di fronte a criticità inaspettate. In tutto questo percorso abbiamo trovato persone, spazi, collaborazioni che ci hanno permesso di ripartire. Una menzione particolare va alla Misericordia di Camaiore e alla parrocchia di Santa Maria Assunta, che ci hanno messo a disposizione spazi a titolo gratuito e con cui abbiamo costruito pezzi di strada che saranno le basi per collaborazioni future ricche di potenzialità interessanti per la città di Camaiore. Un plauso va al Comune di Camaiore e in particolare all’assessorato al sociale che ha condiviso la difficoltà proponendo e facendosi interprete dei bisogni. Infine al Servizio Sociale Territoriale con cui, attraverso la responsabile dei servizi, abbiamo lavorato alla risoluzione dei problemi in uno spirito di stretta collaborazione”.

Un momento, quello caratterizzato dall’emergenza Covid-19, che ha confermato come sia l’esistenza di una rete di realtà diverse a essere cruciale nella gestione di ogni tipo di situazione: “La Cooperativa Sociale C.RE.A ha sposato, anche in questo difficile frangente, il criterio con cui ama muoversi in ambito sociale e che individua nella rete l’opportunità di fare sociale. Non c’è operatività che possa bastare a se stessa e questa consapevolezza è la visione d’insieme che ci consente di guardare oltre”.

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