Si terrà Domenica 23 aprile 2017 l'inaugurazione del progetto “Camaiore Antiqua”. L’appuntamento è fissato alle ore 9:30 in Piazza San Bernardino per un momento istituzionale per poi proseguire verso i tre anelli scelti per rappresentare l'intero sistema. Per raggiungere gli Anelli n.2 e n.7 è previsto un breve spostamento da Piazza San Bernardino con mezzi propri.

Domenica 23 aprile 2017 il Comune di Camaiore aprirà ufficialmente i percorsi dei quindici anelli sentieristici sparsi in tutto il territorio comunale, facenti parte del progetto “Camaiore Antiqua”. L’appuntamento è fissato alle ore 9:30 in Piazza San Bernardino per un momento istituzionale. Successivamente i gruppi di cammino si divideranno, direzionandosi verso tre percorsi scelti per rappresentare l’intero sistema: l’anello n. 2 (Montebello - Santa Lucia - Monteggiori - Montebello), il n.7 (Candalla - Casoli - Metato - Candalla) e il n. 10 (Camaiore - Pedona - Capanne - Monte Moneta - Camaiore). L’Amministrazione Comunale ha investito oltre 180.000,00 euro per la riqualificazione dei sentieri storici, con un primo lotto funzionale già completato che prevedeva interventi strutturali sui tre anelli che verranno percorsi,  la pulizia di altri tratti e l’apposizione della cartellonistica su tutto il sistema. Il secondo lotto partirà nelle prossime settimane con analoghe modalità.

Il progetto Camaiore Antiqua abbraccia tutto il territorio comunale e si sviluppa su quindici percorsi ad anello, quindi con andata e ritorno dallo stesso punto. I percorsi ci raccontano la storia e l’archeologia di Camaiore da 40000 anni fa ad oggi, con tratti panoramici mozzafiato che spaziano dalle Apuane al mare. In tutto sono oltre 120 km tra sentieri e tratti di vie asfaltate che uniti alla “Via delle frazioni”, tracciata dagli Amici della Montagna di Camaiore, raggiunge una lunghezza complessiva di oltre 150 km. Sui quindici anelli, si trovano importanti aree archeologiche e storiche. Grotte preistoriche: Grotta del Tambugione e Grotte della Penna tra Metato e Casoli, la nota e famosa Grotta all’Onda, le incisioni rupestri (roccia dei Pennati) a Greppolungo, la necropoli ligure apuana della Serra, i resti romani ed etruschi della fattoria dell’Acquarella a Capezzano. Si trovano anche i resti dell’importante castello feudale di Montecastrese sopra Lombrici, del villaggio fortificato del Monte Penna sopra Metato, e dei castelli del Castellaccio a Montebello, Monteggiori, della rocca di Gombitelli, di Pedona, Fibbialla, Santa Maria Albiano e Peralla. In Candalla la ferriera del Barsi, le antiche fontane di Fontanaviva, della Pescaglia e di Gorgo, le ville storiche dei secoli XVII e XVIII dei Montecatini e Villa Le Pianore e, Villa Spada e Borromei a Orbicciano, il bacino idroelettrico di Setriana e la cava di Setriana oltre a quella dello Schizzolino a Metato, le antiche chiese romaniche della Pieve di Camaiore, Lombrici, Orbicciano. Da segnalare e sottolineare i monasteri benedettini della Badia di San Pietro a Camaiore e di San Martino di Gello e i tanti e caratteristici borghi di origine antichissima quali Montebello, Santa Lucia, Vado, Monteggiori, Pedona, Pontemazzori, Greppolungo, La Culla, Casoli, Metato, Lombrici, Peralla, Agliano, Pieve di Camaiore, Nocchi, Montemagno, Gombitelli, Orbicciano, Albiano, Fibbiano, Migliano, Anticiana, Valpromaro e Fibbialla, che già esistevano nel Medioevo, sorti da prima dell’anno 1000 al XIV secolo.  

L’anello 2 ha una lunghezza di 6,5 km e un tempo di percorrenza stimato di 2-3 ore. Inizia dall’antica chiesa di San Martino di Montebello e si inoltra sul sentiero di Varicella (l’antica Vallicella) per condurci fino alla interessante Fonte di Fontanaviva rammentata in un documento dell’anno 1361, sale quindi fino a San Lucia da dove dal piazzale della chiesa già citata nel XIII secolo si può ammirare un affascinante panorama che spazia fino alle alpi liguri e oltre, poi per mezzo del sentiero della via del Poggio arriva a Monteggiori, antica sede di un castello comproprietà dei nobili di Bozzano e Montemagno, dove costruirono i loro palazzi sia Castruccio Castracani che Paolo guinigi, signori di Lucca nel XIV e XV secolo. Del castello si conserva ancora la struttura, con la porta di ingresso e tratti delle mura castellane oltre alla chiesa di Santo Stefano, rimaneggiata ma esistente sin dal XIII secolo. Da Monteggiori, seguendo per un tratto la via asfaltata, si incontra la deviazione dell’antica mulattiera di Santa Margherita che ci riporta a Montebello.

L’anello 7 ha una lunghezza di 7 km e un tempo di percorrenza stimato di 3 ore. Inizia dalla località di Candalla che si presenta con la stupenda cascata, meta adorata dagli amanti del bagno fluviale e dove esiste ancora il cinquecentesco mulino di Candalla o di Taccone, sale quindi verso Casoli e trova la deviazione per gli opifici del torrente lombricese (ruderi di mulini, frantoi, polverifici, ferriere e di un ottocentesco pastificio), oltre al sito archeologico dell’età del bronzo di grande importanza (Riparo della Roberta e Riparo Santini). Sale poi lungo la mulattiera recentemente ripristinata che conduce a Casoli, antico villaggio già citato nel X secolo per poi immettersi sulla via vicinale della Penna, dove incontriamo la deviazione per i polverifici e le affascinanti cascatelle della Ferriera del Felciaio. Salendo si arriva alla deviazione per la Cava dello Schizzolino, utilizzata sin nel XVI secolo, e per la Grotta del Tambugione, ampia caverna dove si rinvennero sepolture eneolitiche. Ritornando sul sentiero della Penna si giunge alle Grotte della Penna, abitate anch’esse nel periodo eneolitico e al villaggio fortificato del Monte Penna del XII secolo e dalla cui sommità si domina tutta la costa versiliese fino a Livorno. Dalla Penna si scende fino al borgo di Metato, citato nel XIV secolo e che prese nome dal caratteristico essiccatoio per le castagne. Da qui con tratto in forte discesa (recentemente ripristinato), si fa ritorno a Candalla ma prima si trova la deviazione per i ruderi del Castello di Montecastrese che incontriamo anche nell’anello 5.

L’anello 10 ha una lunghezza di 9,1 km e un tempo di percorrenza stimato di 3 ore e mezzo circa. Trova il suo inizio da Camaiore centro e si inoltra dopo aver attraversato le località di Fondi e Carignoni, l’antica mulattiera per Pedona, sede di un antico castello citato nell’anno 1099 e residenza feudale dei nobili di Pedona. Il tracciato attraversa il borgo e si inerpica sulla mulattiera di Moneta che ci conduce alla località Le Capanne, da qui seguendo un tratto della via vecchia incontra il molino di Teneri, esistente già nel XIV secolo e quindi ci riporta a Camaiore.

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