Uno sguardo sul nostro presente sferzante e leggero
al via la nuova stagione del Teatro dell’Olivo di Camaiore

Nove titoli, grandi successi della drammaturgia contemporanea, spesso trionfati anche al cinema, e uno sguardo al passato, riletto e attualizzato. Al Teatro dell’Olivo di Camaiore la stagione, da novembre ad aprile, punta su quella scrittura pungente che, da Dario Fo ad Elio Petri, fino agli autori emergenti di oggi, racconta con sguardo leggero e accusatorio, le difficoltà del nostro tempo. Sul palco attori del calibro di Lella Costa, Valentina Lodovini, Antonio Catania, Ugo Dighero, Alessandro Benvenuti, Stefano Fresi e molti altri.  Un percorso che permetterà di approfondire tematiche ancora scottanti: dal bisogno di lavoro, che diventa spesso il motore unico delle nostre vite, al ruolo della donna, ancora non certo paritario rispetto all’uomo, fino a riflessioni sulla famiglia, sul senso morale ma anche qualche immancabile divertissement sull’amore. La nuova stagione del Teatro dell’Olivo, in perfetta continuità con le scelte delle passate stagioni, punta sulla contemporaneità delle tematiche e dei linguaggi; è, ancora una volta, il risultato di una positiva sinergia fra la Fondazione Toscana Spettacolo onlus, il primo circuito multidisciplinare italiano, e l’Amministrazione comunale che in questi anni di collaborazione ha registrato di stagione in stagione risultati sempre positivi. Lo scorso anno ha segnato un risultato eccezionale in termini di spettatori. Il numero degli abbonati è stato di 109, mai così elevato, con un incremento di ben il 41% rispetto all’anno precedente. È cresciuta parallelamente anche la media delle presenze in teatro: 173 spettatori a sera, quasi il 70% della capienza della sala (255 posti), la più alta degli ultimi anni, con un +33% sulla stagione precedente. 

Prezzi: invariati rispetto alla passata stagione. Biglietti da 12 euro; abbonamenti da 80 euro.
Novità: per gli universitari possessori della Carta dello Studente è riservato un prezzo speciale di 8 euro; le riduzioni per i giovani sono valide fino a 30 anni.
FTS “Aspettando i 30 anni”: per il suo trentennale (autunno 2019) Fondazione Toscana Spettacolo già nella stagione 2018-2019 propone iniziative rivolte al pubblico per offrire sempre nuove occasioni di vivere lo spettacolo dal vivo e di raccontare l’esperienza a teatro: Carta dello spettatore FTS, biglietto futuro, buon compleanno a teatro, carta dello Studente della Toscana, diventa storyteller. Proposte per il pubblico di oggi e di domani, per una partecipazione ancora più inclusiva. Per maggiori informazioni: toscanaspettacolo.it

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Ad aprire la stagione, giovedì 22 novembre (ore 21, come per tutti gli spettacoli) è il noto giornalista sportivo Federico Buffa che ci riporta nello Zaire del 1974, in occasione di uno storico incontro di box fra Muhammad Ali (Cassius Clay) e George Foreman. Ma A Night In Kinshasa non è solo la storia di un evento sportivo: in quel match fra due campioni afroamericani, la gente del posto, all’epoca dominato dal dittatore Mobutu, vedeva lo scontro fra un loro fratello, Ali, e un nero percepito come “complice” dei bianchi. Sul palco, accanto al giornalista, anche i musicisti Alessandro e Sebastiano Nidi, per una colonna sonora live.

La signorina Else, scritta da Arthur Schnitzler, è la storia di una ragazza che deve mostrarsi nuda a un uomo ricchissimo per poter ottenere del denaro e salvare la propria famiglia dalla bancarotta (mercoledì 12 dicembre). Un’opera attualissima – fa pensare al MeToo – messa in scena con la sua consueta eleganza da Federico Tiezzi e interpretata dalla giovane e brava Lucrezia Guidone. Tutto incentrato sui pensieri che si affollano nella mente di Else, il testo offre una spietata radiografia di una società corrotta proprio nel nucleo familiare, il quale, invece di proteggere i propri figli, li immola cinicamente.

Con Donchisci@tte, Alessandro Benvenuti e Stefano Fresi ci portano nel mondo di Miguel de Cervantes. Lo spettacolo, in scena lunedì 14 gennaio, è una scrittura originale che prende ispirazione dal romanzo, scagliando la simbologia di questo mito contro la nostra contemporaneità. Ora, il nostro Don, con vesti sgangheratamente complottiste e una spiritualità naïf, dovrà lottare contro le menti malefiche dei giganti delle multinazionali, accompagnato da un Sancho che è insieme figlio e disorientato adepto. E se l’amore è ancora il vento che soffia e muove, Dulcinea, intrappolata in una webcam, può svanire dolorosamente per un banale blackout.

Non manca Dario Fo, con Tutta casa, letto e chiesa e un’interprete d’eccezione come Valentina Lodovini, pluripremiata attrice di cinema (tra gli altri riconoscimenti, Davide di Donatello nel 2011 come migliore attrice non protagonista per Benvenuti al Sud), in scena martedì 29 gennaio. Un testo ironico e sferzante, scritto nel 1977 a quattro mani con Franca Rame, e messo in scena in oltre trenta paesi. È un affresco sulla condizione femminile, che ci propone quattro donne, di condizioni diverse, ma sempre sfruttate.

Dopo il successo cinematografico di In barca a vela contromano, l’autore e regista, Stefano Reali, riporta in teatro la commedia da cui tutto è partito. L’operazione, in cartellone giovedì 14 febbraio, vedrà in scena alcuni dei protagonisti della pellicola: Antonio Catania e Maurizio Mattioli al fianco di Nicolas Vaporidis. È la storia di due compagni di stanza di ospedale, due finti malati che fra mille colpi di scena portano avanti ognuno la sua battaglia: uno è implicato in un traffico di posti letto, l’altro ha il compito di smascherarlo. Ma niente va come previsto.

Dal premio In-Box, che ogni anno mette in palio delle repliche agli artisti emergenti di tutta Italia, arriva Nessuna pietà per l’arbitro. Lo spettacolo, in cartellone martedì 26 febbraio, è stato scritto dal giovane drammaturgo Emanuele Aldrovandi e messo in scena dalla compagnia teatrale Mamimò. Una tragicommedia che si apre con un ragazzo che confessa di aver ucciso, per sbaglio un arbitro, e che diventerà una riflessione stringente sul concetto di moralità.

A quindici anni di distanza dal primo debutto dello spettacolo, Lella Costa torna in scena – domenica 10 marzo – con la sua Traviata; l’intelligenza del cuore, scritta a quattro mani con Gabriele Vacis. Un pianoforte accompagna le arie della Traviata cantate da un tenore e da un soprano, mentre l’attrice intesse un dialogo impossibile con Violetta e Alfredo, mescolando con abilità e umorismo il celebre romanzo di Alexandre Dumas, il libretto di Piave e le musiche di Verdi.

Gaia De Laurentiis e Ugo Dighero interpretano, giovedì 28 marzo, una commedia esilarante che racconta i disastrosi incontri sentimentali di un uomo e di una donna: Alle 5 da me, di Pierre Chesnot. Il prolifico autore francese ha scritto appositamente una nuova scena del suo testo per questa produzione, diretta da Stefano Artissunch. In scena due personaggi, entrambi della ricerca spasmodica di un partner, che finiscono per accogliere insieme individui davvero singolari, a tratti paradossali. 

Chiude la stagione, venerdì 5 aprile, Roma ore 11. Dal romanzo di Elio Petri, che divenne poi un film, è nato, dieci anni fa, il primo spettacolo teatrale di un ottimo quartetto di attrici. Manuela Mandracchia, Alvia Reale, Sandra Toffolatti e Mariàngeles Torres scelsero, proprio in quest’occasione, il nome di Miti Pretese per costituire il loro gruppo. Ora, questo primo lavoro torna in scena: al centro, il crollo in una palazzina romana, nell’occasione di un grande “casting”, per scegliere un’impiegata, che doveva avere, come precisava l’annuncio “miti pretese”. L’inchiesta di Petri è un’indagine sulla condizione femminile di allora e sulle miserie di un tempo che non sembra poi così lontano.