Data : 06/12/2014

È una misura condivisibile: tutto ciò che è un mezzo di aiuto, anche indiretto, alle famiglie che in questo momento sono in difficoltà è benvenuto. Con la mia maggioranza, abbiamo approvato un o.d.g. che prevede la regolamentazione comunale delle sospensioni e delle dilazioni di pagamenti di imposte, tasse e tributi comunali quando ci sono eventi alluvionali o stati di emergenza o calamità: come dire, siamo consapevoli dell'importanza del tema che, però, chiede una seria riflessione. Ai cittadini va spiegato bene che cosa significa, perché rischiano di festeggiare Natale col panettone e restare senza colomba per Pasqua”, la premessa che il Sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto ha inteso fare per introdurre lo schema sottostante, elaborato per spiegare ai cittadini gli effetti del provvedimento.

EFFETTI - Gli effetti saranno:

A) per i Comuni:

1) il problema della gestione della cassa: i soldi che non entrano sarebbero serviti a proseguire nei pagamenti e nelle commesse di lavori e servizi - alcuni, per Camaiore, proprio nel settore della messa in sicurezza del territorio - che in questo modo subiscono un arresto;

2) il buco nella cassa: il venir meno dell'obbligo di pagamento nelle scadenze programmate coi bilanci fa saltare la programmazione stessa e mette in difficoltà le stesse comunità che avrebbero dovuto ricevere un vantaggio; di fronte a questo, abbiamo due strade:

i) anticipazioni di cassa (non sostenibile): chi può farlo (la legge prevede precisi requisiti e tetti del ricorso a questo strumento), per continuare a far funzionare il Comune, va a chiedere alle banche i soldi che vengono meno, anche se questo vuol dire che ci sono interessi da pagare (e non ce li pagano né Babbo Natale né la Befana, bensì i cittadini che se li troveranno spalmati fra le righe dei bilanci 2015);

ii) copertura del Governo (sostenibile): direttamente oppure indirettamente (tramite Cassa Depositi e Prestiti), il Governo ci invia i soldi che non arriveranno dai cittadini e che mancheranno nelle casse, oppure copre i costi delle eventuali anticipazioni di cassa;

3) lo stop agli investimenti e ai pagamenti: se ai Comuni mancano i soldi e non ci sono soluzioni sostenibili, finiremo in un circolo vizioso nel quale siamo costretti a dover congelare le nostre attività, comprese quelle connesse alla messa in sicurezza che, invece, va garantita anche proprio per evitare il ripetersi di taluni eventi; per non parlare dei pagamenti a imprese e fornitori che, a cascata, avranno difficoltà a pagare gli stipendi natalizi delle famiglie.

B) per i cittadini:

1) “pago poi”: unico effetto certo è lo spostamento, ai prossimi mesi, della scadenza dei pagamenti, che restano comunque un obbligo, una boccata di aria che però deve essere presa e mantenuta prima di reimmergersi nei pagamenti una volta finita la sospensione;

2) “pago un botto”: la comunità si ritroverà nel 2015 a dover pagare le tasse 2014 insieme a quelle ordinariamente previste per il 2015, sperando che non ci siano anticipazioni di cassa a imporre l'obbligo per le comunità di dover pagare interessi, che finirebbero per ricadere nelle cartelle di tasse e tributi.

LA CRITICA - Questa misura andava condivisa coi Comuni, per prepararci bene a reggere il carico di questa scelta calata dall'alto, i cui meccanismi restano oscuri e addirittura potenzialmente letali per alcune delle amministrazioni interessate.

Peraltro sembra esser stata disposta per gli eventi meteo del settembre 2014, non considerando che Camaiore è stata colpita da eventi altrettanto gravi in altri momenti (frane del marzo 2013, del gennaio 2014 e del luglio 2014).

LA SOLUZIONE - Esiste una alternativa. Oltre al sistema dei contributi diretti e delle sospensioni nei casi più gravi (tipo Genova o altre grandi alluvioni), il Governo può correggere il tiro, prevedendo, alternativamente:

1) esenzioni mirate in sostituzione dei risarcimenti: si esentino dal pagamento delle imposte dei mesi successivi agli eventi i cittadini che, schedati dai Comuni, hanno ricevuto danni. L'esenzione complessiva dovrà essere non inferiore alla quantificazione dei danni subiti e disposta a carico del bilancio dello Stato che ha deliberato e approvato lo stato di emergenza; così si risponde alle famiglie che spesso rischiano di non vedere mai un euro di risarcimento.

2) sospensioni mirate: si sospendono i termini di pagamento delle imposte dei mesi successivi agli eventi i cittadini che, schedati dai Comuni, hanno ricevuto danni. La somma complessiva non introitata dalle amministrazioni, nelle more della sospensione dovrà essere anticipata con urgenza e tempi stretti alle amministrazioni interessate tramite Cassa Depositi e Prestiti, senza interessi per i Comuni.

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