Ieri mercoledì 7 aprile, la Giunta Comunale di Camaiore ha approvato l'attivazione del sistema satellitare di controllo del territorio.

Dopo l'epoca degli interferometri - unica tecnologia nota al tempo in cui si verificò la voragine della zona delle Funi, a Camaiore, nel 1995 - si è passati a questa nuova soluzione, indicata dagli Uffici della Regione Toscana come innovativa e parimenti efficiente.

Nel sistema degli interferometri, la lettura e l'analisi dei dati era settimanale, considerando i 7 giorni come arco temporale sufficiente ad individuare eventuali fenomeni di dinamismo del territorio: con un cospicuo investimento sia di strutture, che di manutenzioni che, infine, di analisi ed elaborazione dei dati, il Comune ha sempre proseguito nel solco della tecnologia più vecchia.

Oggi, gli occhi spaziali di due satelliti si alterneranno in un arco di 7 giorni nella scansione della situazione geomorfologica del territorio di Camaiore, i cui dati di rilievo saranno poi letti, analizzati e relazionati periodicamente al Comune, oppure in tempi anche giornalieri qualora si dovessero riscontrare anche anomalie al di sopra della soglia di allerta stabilita dalla tecnica scientifica di settore.

Si tratta di un affidamento di servizio che sarà espletato dall'Ufficio Tecnico, insieme all'Ufficio di Protezione Civile, e consegnerà la sicurezza della vallata alle nuove tecnologie, in grado di garantire pari se non maggiore efficacia nel sistema di monitoraggio.

"La Giunta ha preso atto delle indicazioni dell'Ufficio Tecnico e della Regione Toscana - commenta il sindaco Alessandro Del Dotto - la permanenza di un sistema di controllo severo e puntuale, affidato alla potenza dei satelliti di nuova generazione, ci conforta nel garantire, per quanto possibile alla luce dell'odierna tecnica, un apparato di sicurezza attorno al noto fenomeno dei sink-hole, che abbiamo conosciuto nel 1995. Voglio ringraziare il consigliere Dalle Luche e l'Ing. Nicola Festa che, insieme al Responsabile di Protezione Civile David Dini, si sono occupati di un approfondito studio di questa soluzione, giungendo dopo il giusto tempo a dotare la comunità di una nuova risposta di sicurezza".

L'investimento è quantificato in 30.500 euro annui, con una spesa che, a parità di efficacia e di sicurezza (se non addirittura maggiori), scende del 50% rispetto a quella precedente.

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