ANELLO N. 3

GREPPOLUNGO  - LA CULLA – ROCCIA DEI PENNATI – GREPPOLUNGO

Grado di difficoltà CAI: T=turistico, EE=escursionisti esperti

Km. 8 circa

Tempo di percorrenza ore 3,30

Percorso su strade e sentieri

Quota iniziale metri 340 (Greppolungo)

Quota massima metri 680 (Bacino Setriana)

PERCORSO: inizia dalla piazzetta di Greppolungo (quota m 340) nei pressi della chiesetta di San Giuseppe del XVII secolo e prosegue sul sentiero inizialmente pianeggiante del Castellaccio. Il tracciato in parte selciato, inoltrandosi nel bosco, sale con risvolte fino alla località del Cavaticcio. Un tratto di sentiero in parte scavato nella roccia (fare attenzione) ci conduce all’altura del Castellaccio (quota m 465) dove si trovano i primi ruderi del Castello di Montebello, che fu di proprietà dei nobili di Vallecchia e citato nel 1192. Recenti ricerche hanno permesso di riscoprire l’importanza di questa fortificazione i cui ruderi sono disseminati lungo il colle che spazia fino alla località Tomeoni (l’area è accessibile ma di proprietà privata). Le numerose strutture scavate nella roccia individuate come macine per cereali, fanno pensare ad una popolazione dedita alle attività artigianali inerenti alle vicine miniere di ferro e Argento della Culla e l’Argentiera. Dal Castellaccio si prosegue fino alla Culla, villaggio esistente sin dal XVII secolo, diviso tra i Comuni di Camaiore e Stazzema che fu  termine di confine tra la Repubblica di Lucca e il Granducato di Toscana. Dalla Culla si gode una vista panoramica mozzafiato sulla costa versiliese, sul centro di Camaiore e fino alle colline livornesi, non è difficile in giornate in cui il cielo è terso scorgere l’isola della Corsica. Il sentiero proveniente dal Castellaccio termina nei pressi di un abitato posto poco più in alto del centro della Culla e qui si deve seguire l’apposito segnavia che con una salita particolarmente impegnativa, seguendo il sentiero n. 107, ci consente di arrivare fino al villaggio seicentesco abbandonato dei Lecci (quota m 607). Le strutture abitative che purtroppo si stanno degradando sono particolarmente interessanti. Si prosegue ancora con un tratto di mulattiera in discreta ascesa fino ad incontrare sulla destra la deviazione per Greppolungo che attraversa  villaggio di Soppenna (quota m 670), un piccolo abitato abbandonato. Il tracciato ora si mostra pianeggiante e suggestivo fino poi a scendere, attraversando un fitto bosco, verso il paese di Greppolungo. Poco prima dell’abitato di Greppolungo si trova sulla sinistra la via e mulattiera che conduceva a Farnocchia, merita quindi una visita il luogo delle incisioni rupestri dei pennati che distano km   dalla suddetta deviazione. I petroglifi scolpiti forse dai Liguri Apuani su un grosso blocco calacareo appositamente levigato mostrano i pennati, antichi strumenti agricoli, oltre ad alcune coppelle e vaschetta chi si vuole fosse utilizzata per scopi rituali. Recentemente il Gruppo Archeologico, al quale si deve il merito di aver individuato le incisioni, ha ricostruito sul posto una capanna seguendo le tecniche costruttive di di oltre 2000 anni fa. A poca distanza proseguendo lungo un ripido sentiero si trova l’altura della Torricella dove la stessa associazione recuperò diversi frammenti di anfore romane gerco italiche appartenute sicuramente alle popolazioni Lifguri -Apuane. Terminata la visita si ritorna quindi sul sentiero che in forte discesa dopo aver percorso un tratto in discesa di Km ci riporta al paese di Greppolungo, punto di partenza.       

PUNTI DI INTERESSE

BORGO DI GREPPOLUNGO, nel XIII secolo fu sede di un castello feudale, poi ripopolato nel XV secolo. Intressanti due macine a bascula poco sopra strada (proprietà privata)

RUDERI CASTELLO DI MONTEBELLO, costruito intorno al XII secolo. Di esso si conserva (proprietà privata), il basamento della torre, due macine a bascula, tratti del muro di cinta e di alcune abitazioni.

VILLAGGIO DEI LECCI, villaggio abbandonato del XVI secolo posto nel Comune di Stazzema. Interessanti i ruderi che ancora conservano tratti murari originali.  

ROCCIA DEI PENNATI, si tratta di un grande masso calcareo dove recentemente il Gruppo Archeologico Camaiore ha individuato diverse incisioni raffiguranti antichi Pennati, probabilmente riconducibili alle popolazioni dei Liguri Apuani che stazionavano sulle montagne camaioresi.

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