ANELLO N. 6

CASOLI – FOCE DEL PALLONE - CASOLI

Grado di difficoltà CAI: E=escursionisti. EE=escursionisti esperti per breve tratto.

Km. 11,4

Tempo di percorrenza 5 ore

Percorso su strade e sentieri

Quota iniziale metri 400 (Casoli)

Quota massima metri 1100 (Foce del Pallone)

PERCORSO: inizia dal paese di Casoli (quota m 400), antico abitato citato nell’anno 984 quale villaggio sottoposto al Piviere di S. Stefano di Camaiore e noto oggi per la realizzazione degli stupendi graffiti che si possono ammirare sulle facciate delle case. L’anello trova il suo attacco nei pressi dell’ultima curva che immette sul piazzale del paese e prosegue lungo la scala metallica che ci porta fino al Bar La Frana, cosi denominato a ricordo della frana del 1979 che devastò parte del paese isolandolo da Camaiore. Si prosegue attraversando la parte più antica del borgo di Casoli costeggiando il corso del torrente sottostante. Giunti nei pressi di una piccola ma invitante cascatella d’acqua, si supera prima il cimitero e poi si sale a sinistra per la località Cericcia.  Ancora con percorso in salita si giunge fino alla marginetta, dove si trova a sinistra la deviazione per la Grotta all’Onda (quota 710 m). Il sentiero sale con discreta pendenza e lambisce i ruderi del polverificio Lari, costruito nel 1832, che produceva polvere pirica per le cave di Carrara. Si attraversa un ponticello sul Rio del Boschetto e ancora in salita si giunge alle Fontanacce, antica sorgente con piccolo abbeveratoio. Da qui si svolta a sinistra lasciando il sentiero che prosegue per il Passo del Termine, si percorre per circa 200 metri il condotto in cemento che serve per raccogliere le acque fluviali che alimentano il bacino idroelettrico di Setriana, opera degli anni ‘50. Giunti nei pressi di un rudere di una vecchia casa, si incontra sulla destra la deviazione per il Prato del Pallone posto a circa 500 metri di distanza dal segnavia e che merita una visita per la sua affascinante vicenda che ebbe inizio nel 1910 per iniziativa della famiglia Barsi proprietari dell’albergo all’Alto Matanna posto a metri 1100 sopra il livello del mare. Sul prato del Pallone venne infatti installato un hangar che proteggeva un grande pallone aereostatico, utile per trasportare i turisti provenienti dalla Stazione di Viareggio fino alla struttura ricettiva del Matanna. Un viaggio incredibile, percorso fino a Lombrici con l’auto, poi con il mulo o portantina per raggiungere tramite il ripido sentiero la piazzola del Pallone. Dalla postazione si poteva poi salire sul Pallone aereostatico che scorrendo lungo un cavo d’acciaio, trasportava i turisti da quota 600 metri fino alla Foce del Pallone a quota 1000 metri. Dalla Foce del pallone, in carrozza, si poteva raggiungere l’Albergo Barsi.  Visitato il luogo del Pallone aereostatico non ci resta che riprendere il sentiero che ci condurrà con discreta salita fino alla stupenda Grotta all’Onda, attraversando prati verdi e fioriti, sfruttati per le attività pastorali. L’ampia cavità, la cui apertura supera i 30 metri, ci racconta la storia dell’uomo preistorico che già 40000 anni fa frequentò il territorio versiliese. Gli scavi hanno messo in evidenza una successione stratigrafica che va dal paleolitico medio fino all’età del Rame. Sulla sinistra della grotta, possiamo ammirare sul versante ovest una cascata d’acqua che cade su alcune rocce coperte dal muschio e che forma la ricca sorgente della Grotta all’Onda. L’itinerario prosegue sul versante est, a destra della grotta, e percorre un piccolo sentiero pianeggiante che incontra di nuovo, dopo circa 500 metri, la mulattiera o via di Pascoso che ci consente, dopo aver superato una ripida salita, di raggiungere la stupenda località di Ripradina, luogo in passato adibito a pascolo. Attraversata la verde vallata contornata da un panorama mozzafiato, si sale fino al Passo del Termine dove troviamo la deviazione della Foce del Pallone che era il punto di arrivo del pallone aereostatico. Possiamo a questo punto salire, costeggiando il Monte Matanna per raggiungere la Foce del Pallone a quota m. 1100 s.l.m., il panorama che si può ammirare è unico e incantevole, spazia la vista su tutta la costa del mar tirreno oltre a Livorno, fino alla Liguria e oltre. Visitato il luogo di arrivo del pallone aereostatico non ci resta che tornare indietro per riprendere il nostro anello che ci conduce alla deviazione, sulla destra, di Campallorzo, seguendo il sentiero che segue la cresta, in gran parte pianeggiante. Dopo poco più di un 1 km si arriva alla chiesina di S. Antonio Abate di Campallorzo (a quota m 930), costruita dalla piccola comunità del luogo nell’anno 1909. A poche centinaia di metri dall’edificio religioso troviamo la Baita Verde di proprietà comunale, gestita attualmente dall’Associazione Campallorzo, attrezzata e a disposizione degli escursionisti con posti letto e cucina. Da Campallorzo si può ammirare la vicina vetta del Monte Prana (m 1220). Seguendo il sentiero che si trova nei pressi della chiesina si incontra ad un bivio sulla destra, la mulattiera dell’Alpi che si inolta su un percorso boscoso che ci condurrà fino a Casoli.      

PUNTI DI INTERESSE

RUDERI DELL'HANGAR DEL PALLONE AEREOSTATICO, posto a metri 650 s.l.m, su un piazzale erboso si conservano i ruderi dell’Hangar e delle strutture di ancoraggio del Pallone aereostatico.

GROTTA ALL’ONDA, sito archeologico di estremo interesse che sin dagli scavi iniziati nel 1867, e proseguiti in più riprese fino ai nostri tempi, sono emersi numerosissimi reperti che ci attestano una frequentazione di questa grotta da parte dell’uomo per circa 40.000 anni, ad iniziare dal paleolitico medio per terminare all’età etrusca. Interessante anche la suggestiva cascatella posta a fianco della grotta.

FOCE DEL PALLONE, nel 1910 era punto di arrivo del pallone aerostatico, posto ad oltre 1000 metri di altitudine da dove si può ammirare un fantastico panorama. 

CHIESA DI CAMPALLORZO, fondata nell'anno 1910 dagli abitanti della comunità di Campallorzo, posta a m. 930 di altitudine non lontano dalla Baita Verde struttura ricettiva gestita dall'associazione Campallorzo e di proprietà comunale

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