ANELLO 7

CANDALLA - CASOLI - METATO - CANDALLA

Grado di difficoltà CAI: T=turistico, EE=escursionisti per alcuni tratti

Km. 7

Tempo di percorrenza 3 ore circa

Percorso su strade e sentieri

Quota partenza metri 140 (Candalla)

Quota massima metri 550 (Tambugione)

PERCORSO: inizia dalla suggestiva località al Ponte di Candalla dove si può ammirare la stupenda cascata, nota per i bagni fluviali estivi, nei pressi del cinquecentesco Molino di Taccone. Attraversato il ponticello si sale lungo un breve tratto cementato che giunge ad una sorgente e deposito dell’acqua da dove inizia la mulattiera denominata “via di Lombardia” o anche Via dell’olio, che già nel quattrocento veniva percorsa dai comercianti d’olio camaioresi diretti nella regione lombarda. La mulattiera, raggiunta la deviazione dell’itinerario degli opifici (su proprietà privata) e dei ripari dell’età del Bronzo (si consiglia la visita), sale con varie risvolte fino al borgo di Casoli. Il tracciato su mulattiera termina nei pressi del Bar La Frana, a ricordo del triste evento della frana del 1979, da qui si attraversa il paese vecchio, ovverò una parte del paese di Casoli documentato nell’anno 984. Si prosegue attraversando l’abitato per circa 500 metri fino ad incontrare una suggestiva cascatella d’acqua nei pressi del molino di Rinoceto già attivo nel secolo XV ma oggi in disuso. Si torna a percorrere un tratto su sentiero pianeggiante che passa sotto il cimitero di Casoli e poi si scende fino al Ponte della Penna dove sono visibili i ruderi del Molino del Benassi costruito nel 1862 e dove esisteva già nel trecento un antico molino. Attraversato il ponticello della Penna, sotto al quale scorre il rio lombricese,  si trova sulla sinistra la deviazione del sentiero che conduce ai ruderi dei polverifici di Grotta Orbaia che producevano polvere pirica per le cave di Carrara, al termine della quale si ammirano alcune pozze e cascatelle di acqua chiara, ottime per i bagni fluviali. Terminata le breve visita si prosegue sulla mulattiera di Metato che con discreta salita ci porta sulla deviazione della Cava seicentesca dello Schizzolino e della Grotta del Tambugione. Anche in questo caso merita la visita questo breve itinerario (circa 40 minuti andata e ritorno) che oltre ai resti dell’antica cava di breccia grigia, ci permette di ammirare l’ampia caverna usata circa 5000 anni fa come sepolcreto,  si consiglia di fare attenzione, essendo un percorso (privato ma accessibile) non molto agevole.  Si ritorna quindi sul sentiero che conduce fino al Passo della Penna dove è possibile visitare le Grotte della Penna, rifugio temporaneo dell’uomo preistorico anch’esso databile a circa 5000 anni fa. Contiguo alle grotte si scorge il piccolo sentiero che immette ai ruderi del villaggio fortificato del M. Penna (percorso su proprietà privata), dove il ritrovamento di alcune monete ritrovate in superficie ci consentono di datarlo al XII secolo. Il villaggio termina sullo sprone roccioso del Monte Penna da dove è possibile ammirare uno stupendo panorama, si segue quindi il sentiero che con diversi saliscendi ci porta sulla strada cementata che collega Metato con il Monte Prana (CAI 104). Da qui si arriva al paese di Metato, borgo ricordato nel XIV secolo il cui nome deriva dal tipico essicatoio per le castagne. Da Metato si continua a scendere lungo la mulattiera, in parte cementata, che ci conduce fino al Bivio del castello di Montecastrese. La visita ai ruderi di questo castello (su area privata ma consentita, (vedi anche anello 5) richiede almeno un’ora di tempo e si possono visitare le aree recentemente scavate della Torre a Monte, Torre a Mare, i resti della chiesetta di S. Barbara e di alcune abitazioni. Il castello con la sua cinta muraria esterna racchiude il cassero con le due torri e il borgo sottostante che per il numero di abitazioni visibili, oltre 100, poteva contare una popolazione di almeno 500 o 600 abitanti. Terminato il giro del castello si riprende la mulattiera selciata che ci riporta in Candalla punto di partenza di questo itinerario.  

PUNTI DI INTERESSE

MOLINO DI TACCONE, edificio che conserva un molino del XVI secolo, detto anche Molino di Taccone, l'ultimo proprietario.

VILLAGGIO DELL'ETA' DEL BRONZO, nel 1984 il Gruppo Archeologico scopri' sulla sponda sinistra del torrente lombricese, una serie di ripari abitati nell'Età del Bronzo

CASCATELLE DEI POLVERIFICI DI GROTTA ORBAIA, si trovano nei pressi del Ponte della Penna, seguendo il sentiero che ci porta ai polverifici ottocenteschi di Grotta Orbaia.

CAVA DELLO SCHIZZOLINO, Cava di marmo grigio utilizzata sin dal XVII secolo e riaperta alla fine dell'ottocento.

GROTTA DEL TAMBUGIONE, ampia caverna che fu utilizzata, circa 5000 anni fa, come luogo di sepoltura collettiva con corredo funebre.

VILLAGGIO MEDIEVALE DEL M. PENNA, i ruderi sono posti sotto il Monte Penna e risalgono al sec. XII, sono visibili i resti di abitazioni e del muro di cinta oltre ad una macina a bascula.

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