Settore 1 - Pari Opportunità
 
Dirigente:
Dott. Michele Parenti
Responsabile:
Paolo Benedetti
E-mail ufficio:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Orario Uffici

ORARIO:
Dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 13.00
Lunedì e mercoledì dalle ore 14.30 alle ore 17.30
 

Telefono : 0584 986 365 / 251/ 253
Indirizzo :
Piazza San Bernardino 1 Camaiore
 

La Presidente della Commissione alle Pari Opportunità è Elisabetta Mori, la quale può essere contattata attraverso il seguente contatto di posta elettronica, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. attraverso l'Ufficio Servizio 02 - UO Segreteria Generale , di cui ai riferimenti in alto.

ATTIVITA'

LE POLITICHE ALLE PARI OPPORTUNITA'

Negli ultimi vent’anni la condizione femminile del nostro Paese è molto cambiata con la conquista di sempre più alti e significativi traguardi e il superamento di ritardi e arretratezze, grazie all’azione congiunta delle donne impegnate nel mondo della politica, delle parti sociali, delle organizzazioni del lavoro, delle associazioni femminili e della società civile nel suo complesso, con l’adozione di politiche attive dei governi e delle forze parlamentari che hanno recepito le normative e le prassi che in ambito internazionale si venivano delineando, al lavoro degli organismi di parità.Quindi in Italia la partecipazione delle donne ai diversi ambiti di attività rappresenta uno dei cambiamenti più profondi: è aumentata l’occupazione femminile (anche se spesso non in termini di qualità), si è avuto il sorpasso delle donne nel campo dell’istruzione, sono cadute le barriere nell’accesso alle professioni in tutti i paesi occidentali, così come si è assistito ad una crescente affermazione delle donne nel mercato del lavoro, dovuta prevalentemente all’elevarsi dei livelli di scolarizzazione e allo sviluppo del lavoro flessibile ed atipico che ha incentivato l’accesso delle donne soprattutto verso quelle occupazioni intellettuali e di tipo impiegatizio, così come ai ruoli di libera professione e di imprenditorialità.
Da qualche anno, inoltre, alcune leggi dello Stato e la stessa creazione di un Ministero per le pari opportunità mettono le donne, che spesso devono assolvere al doppio ruolo di madre e lavoratrice, nelle condizioni migliori per entrare nel mondo del lavoro e tentare di raggiungere posizioni di responsabilità.
È stata approvata da parte della Camera nel mese di settembre 2006, la legge comunitaria 2006 che ha permesso il recepimento di 116 direttive europee, tra le quali il Ministero per i diritti e le pari opportunità ha sollecitato e ottenuto l’introduzione della direttiva organica europea contro le discriminazioni per ragioni di genere in ambito lavorativo che ha consentito di allineare la nostra legislazione con i parametri europei.
Le politiche hanno bisogno di comunicare. Quelle di genere più delle altre, perché le pari opportunità non sono a sufficienza nelle agende dei decisori, perché deve ancora diffondersi e consolidarsi una cultura di rispetto e attenzione alla differenza, perché ci sono ancora tante forme di discriminazione e violenza da combattere, perché i luoghi del potere sono ancora profondamente segnati dall’assenza delle donne, perché i mezzi di comunicazione di massa promuovono un’immagine femminile anacronistica e spesso offensiva.
Le donne partono svantaggiate perché troppo spesso continuano a portarsi dietro il retaggio di una cultura che le vuole ancorate solo all’ambito familiare e poco inclini a maneggiare denaro, ad occuparsi del mercato, a tenere le fila dell’economia e quindi è giusto che vadano sostenute a partire dall’autostima.
Soprattutto è importante un luogo di comunicazione pratico come quello virtuale che funzioni da comunità di scambio, informazione, servizio, promozione e cooperazione fra istituzioni e società civile, prima fra tutti quella femminile (la radio e Internet diffondono infatti meglio di altri mezzi i temi di comunicazione e diffusione delle pari opportunità tra donne e uomini, ma perché la società possa avvalersi del contributo delle donne in ogni ambito della vita, pubblica e non, occorre promuovere un cambiamento culturale che agisca a tutti i livelli. Le leggi possono agevolare il mutamento, ma non possono da sole modificare le attitudini individuali).
Una comunicazione istituzionale chiara ed efficace può essere uno strumento per le pari opportunità e dovrebbe essere orientata verso questo settore: una comunicazione più presente e attenta all’universo femminile.
Comunicare le pari opportunità dovrebbe essere inteso come contributo al cambiamento dei comportamenti e delle mentalità. Occorre considerare il comunicare le pari opportunità nella sua forma di strumento e stimolo per instaurare, rinforzare e garantire una relazione dialettica tra i concetti di differenza tra generazioni, tra sessi ed equità e così si dovrebbe promuovere la sensibilizzazione e la comunicazione di genere su queste tematiche, puntando alla valorizzazione dell’identità di genere e dell’immagine femminile nella comunicazione istituzionale.
Per le amministrazioni pubbliche, leggere i fenomeni in un’ottica di genere e intervenire di conseguenza è conveniente e significa valorizzare le persone, donne e uomini.





 

 

Elenco Circolari e pubblicazioni

Documenti Scaricabili

pdf
DOMANDA DI PARTECIPAZIONE ALL'AVVISO PUBBLICO PER LA COSTITUZIONE DELLA COMMISSIONE COMUNALE PER LE PARI OPPORTUNITA’.
doc
REGOLAMENTO COMMISSIONE PER LE PARI OPPORTUNITA'
doc
DOMANDA DI PARTECIPAZIONE ALL'AVVISO PUBBLICO PER LA COSTITUZIONE DELLA COMMISSIONE COMUNALE P.O.
pdf
DOMANDA DI ISCRIZIONE CORSO NON HO PAURA 2015
pdf
S.O.S. BAMBINO 2016 - MODULO DI ISCRIZIONE